Systemd: Debian dice “no” all’obbligo di supportare SysV

Dato che non voglio fare clickbaiting do così a bruciapelo la notizia: gli sviluppatori Debian hanno votato “contro” la risoluzione generale di Ian Jackson per cercare di obbligare ogni pacchetto Debian a supportare anche altri init. Detta così potreste trovare una non corrispondenza con il titolo del post, ma andiamo con ordine perché il discorso è lungo (ed appassionante).

Dopo la votazione della commissione tecnica di Debian che ha indicato Systemd come init di default a partire da Jessie, si è scatenata una lotta fratricida con in testa coloro che considerano questo software il male o più semplicemente non adatto/maturo. Praticamente in pieno freeze, Ian Jackson ha sollevato un GR (General resolution) il cui testo è disponibile al seguente link.

Fin qui tutto bene… almeno così sembra. Peccato che in realtà questa proposta tecnicamente era carente, inaccurata e fatta di fretta con lo scopo palese di ostacolare l’adozione di systemd prima dell’uscita di Jessie. Di fatto, leggendo anche le centinaia di mail in debian-vote, è parso a più di una persona che la proposta fosse in realtà un tentativo di votazione pro o contro Systemd aperta a tutti i Debian Developers.

Ma voglio motivare quanto ho appena scritto.

  1. La richiesta di un pacchetto di supportare init diversi oltre a Systemd, senza poter indicare che l’alternativa è sysv (anche se candidamente si è cercato di spiegare che il senso era quello) avrebbe portato a un grosso pasticcio, perché la scelta sarebbe stata arbitraria (runit, upstart, uselessd, ecc…).
  2. I pacchetti che non possono compiere questo requisito (leggi oggi Gnome, in futuro molti altri), avrebbero avuto sul collo un bug release candidate, che durante questa fase di freeze avrebbe significato rimandare la prossima release di Debian a tempo indeterminato.
  3. In assenza di collaborazione degli upstream, tutto il grosso del lavoro sarebbe ricaduto interamente sui mantainers.
  4. Debian di fatto avrebbe cercato di influenzare le linee di sviluppo degli upstream, cosa mai avvenuta nella storia di Debian e delle distribuzioni in generale.
  5. L’aver chiesto l’aiuto della cavalleria globale (basta vedere debianfork.org), invitando anche persone esterne a far sentire la propria voce persino in debian-vote (in questi giorni è stata una fiera…), ha creato solo inutili tensioni in un ambiente già ben troppo caldo.

A questo aggiungo la ciliegina sulla torta (link):

If my GR passes we will only have to have this conversation if those who are outvoted do not respect the project’s collective decision.

If my GR fails I expect a series of bitter rearguard battles over individual systemd dependencies.

Questa frase a molti è sembrata più una minaccia che un avvertimento, di certo è stata una uscita poco felice e poco apprezzata.

Brevemente gli emendamenti

Gli emendamenti a questa proposta sono stati tre. Il primo in sostanza dice che il supporto ad altri sistemi di init è incoraggiato, ma non obbligatorio (quindi al massimo bug whislist o minor); il secondo invece lascia totale libertà di inserire tra le dipendenze uno specifico init; il terzo emendamento invece dice semplicemente che la risoluzione generale non era necessaria.

Chi ha vinto?

deb-vote-results

Posso solo dire che ha vinto il buon senso. Io pensavo a una vittoria del primo emendamento alla proposta originaria, ma con mio stupore ha vinto questo emendamento:

The Debian project asks its members to be considerate when proposing General Resolutions, as the GR process may be disruptive regardless of the outcome of the vote.

Regarding the subject of this ballot, the Project affirms that the procedures for decision making and conflict resolution are working adequately and thus a General Resolution is not required.

La vittoria è stata schiacciante: la proposta di Ian Jackson è stata la prima scelta solo per 29 persone su 483 votanti (circa il 6%) ed è stata l’ultima nel conteggio del sistema di votazione. Non so se sarà un monito per cercare di raffreddare gli animi, ma di certo è la risposta migliore che si poteva dare.

Aggiornamento

Ian Jackson sembra avere accusato il colpo e ha rassegnato le dimissioni dal comitato tecnico con effetto immediato (link).

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