Lottomatica e le cattive abitudini italiane per l’UX

Ogni volta che vedo un restyle “moderno” di un sito italiano, rimango stupito di come un popolo di artisti sia capace di creare assurdità. Le ragioni possono essere le più disparate: cattiva o totale mancanza di progettazione della UX, che quando è fatta decentemente deve spesso sopravvivere alla mannaia del business e del marketing team del cliente (spesso non adeguatamente preparati).

L’esempio di oggi è relativo alla procedura di Lottomatica per la generazione dei nuovi codici di accesso all’Homebanking.

La procedura inizialmente è semplice, si inseriscono i dati di accesso precedenti, si fa un rapido controllo dei recapiti e si procede alla generazione di codici otp via email e sms.

Poi si arriva qui.

L’utente normale si trova a compilare il form e in mancanza di indicazioni e di una visione verticale completa (specie sul mobile) tutto felice andrà a premere sul tasto “Rigenera Codice”.

Ma sorpresa! La pagina rimarrà praticamente identica senza messaggi umanamente comprensibili, arriveranno una nuova email e un nuovo sms otp e l’utente si sentirà perso in una nuova dimensione spazio temporale.

Se l’utente è abbastanza agguerrito, potrebbe decidere a fortuna di scrollare la pagina in basso dove per magia troverà un bellissimo pulsante verde che aprirà le porte del paradiso (ovvero la strada verso l’accesso alla propria pecunia).

Questa pagina è una enciclopedia di cose da non fare: pulsanti a cazzo in posti dove naturalmente l’utente si aspetta altro; nessuna indicazione che guidi l’utente verso il completamento della procedura (quando tra l’altro c’è mezza pagina a sinistra con informazioni inutili); messaggi di errore e d’interazione assenti che portano confusione.

Ma casi come questi, uniti a procedure di accesso/registrazione/consultazione esageratamente complicate, sono abbastanza comuni in Italia. Purtroppo.

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